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   Un blog dedicato a libere riflessioni e discussioni sul presente, la politica, il costume e la storia. Commenti sempre graditi.

 



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martedì, 11 dicembre 2007

Il cubo di Rubik elettorale

cubo_rubik_1Dice Curzio Maltese che l'Italia ha bisogno di riforme del sistema di governo, ma i partiti l'unica cosa che riescono a fare sono nuove leggi elettorali, che si rivelano però regolarmente peggiori delle precedenti che vanno a sostituire.

Dice il mitico e intervistatissimo prof. Sartori che le leggi elettorali in Italia si possono fare soltanto con un blitz a fine legislatura o mediante referendum. Perché è impossibile che sulla legge elettorale si formi una maggioranza tra i partiti che ne avrebbero un beneficio e quelli che ne sarebbero danneggiati, in termini di seggi.

Dice Fini che il sistema proposto da Veltroni e Vassallo (che qualcuno già chiama "vassallum") è una legge truffa, immagino perché non garantisce la proporzione tra voti degli elettori ed eletti. Ma Fini non era un presidenzialista e seguace del maggioritario?

Dicono Bindi, Parisi e ora, pare, anche Fioroni che il bipolarismo con alleanza preannunciata agli elettori è una conquista dalla quale non si può tornare indietro. Ma se i partiti o gli eletti poi pretendono e/o praticano tutti quanti, o quasi,  le mani libere, come ora?

Dice Mastella che lui non farà questo e quello (varia di giorno in giorno) se soltanto ci provano a mettere uno sbarramento per diminuire la frammentazione. Lui e il suo partito infatti sono una delle frammentazioni.

Dice Diliberto che l'accordo elettorale è innaturale per la sinistra perché richiede obbligatoriamente un accordo con l'arcinemico Berlusconi. Un accordo innaturale che l'elettorato di riferimento non capirebbe. Deduco quindi che la legge elettorale attuale, il porcellum, gli stia benissimo.

Non dice nulla il suddetto Berlusconi, il quale ritiene che vada bene sia il porcellum, sia il porcellum col fard che uscirebbe dal referendum, e anche il vassallum. E poi dopo la nuova legge elettorale di solito si vota, ed è quello che lui vuole fervidamente (anche perchè il tempo passa inesorabile).

E' un rompicapo, un rebus, un cubo di Rubik quello nel quale si è infilato Veltroni con il suo gruppo di collaboratori? Chi glielo ha fatto fare, dicono in tanti. Tenendo anche conto che tutti i sistemi elettorali si sono rivoltati contro i loro creatori?  A suo tempo ho cercato di spiegarlo. Di sicuro è un non facile obiettivo. Qualcuno può pensare che si potrebbe intanto iniziare con le riforme costituzionali (senato, sfiducia costruttiva ecc.) ma sono sfrettamente connesse con il sistema elettorale.

Ma alcune cose sono sicure, o almeno mi paiono assai chiare. a) Qualcosa non va bene nel sistema attuale (è un eufemismo, naturalmente). b) Qualcosa bisogna fare e non è possibile che non abbia effetto su nessuno dei 25 o 34 partiti presenti in parlamento, altrimenti tutto rimarrebbe come prima. c) I cambiamenti fanno paura ai partiti, piccoli e medi, e da qui nasce la loro agitazione.

Toni che si spiegano con il solo motivo che i suddetti partiti (o segretari, ormai in molti casi c'è sovrapposizione) temono la sparizione. Toni e reazioni che non includono mai e in nessun caso l'interesse generale. Vale a dire che nessun partito, tra quelli che si sentono a torto o ragione minacciati, mette in primo piano il punto a), tutti indistintamente mettono in primo piano il punto z (per l'Italia e per tutti gli altri elettori), ovvero la prosecuzione di sé stessi.

Non è tanto un problema di scarso altruismo gandhiano, nessuno, tra il personale politico dei suddetti partiti rimarrebbe a piedi, al massimo diventerebbero "secondi a Roma" anzichè essere "primi a Frascati", come si dice.  Ma non c'è niente da fare. Toni ultimativi e drammatici si sprecano. Un dramma ovviamente non condiviso dagli elettori, che osservano tra l'infastidito e lo stupito tutta questa agitazione.

cubo_rubik_risoltoNon so se Veltroni riuscirà a trovare la soluzione del cubo di Rubik elettorale, rimettendo a posto tutti i tasselli e tutti i colori. Lo spero proprio.

Ma se non ci si riesce, ritorno alla sommessa osservazione che ho fatto altre volte, e che riprende quanto proposto a suo tempo da Castagnetti, dalla Finocchiaro e persino da Fini: torniamo al mattarellum.
Basterebbe una legge di un solo articolo, che abroga l'attuale porcellum e quindi automaticamente ripristina il sistema precedente.
Non risolve tutti i problemi neanche questo, ma almeno rimette a posto il rapporto tra eletti ed elettori con i collegi uninominali, c'è uno sbarramento al 4,5% e la necessità di un accordo preventivo. I partitiniattuali lo conoscono e hanno convissuto con esso e potrebbero accettarlo come male minore. Peraltro, se non ci fosse stato l'incidente del porcellum, non avremmo proprio pensato di cambiarlo.

Col tempo e la maturità degli elettori si potrebbe anche ritornare al referendum incompiuto del 2000 e abolire la parte proporzionale, arrivando a un maggioritario secco, e quindi finalmente ad un sistema efficiente.

Oggi (12/12) è stata pubblicata anche la ulteriore proposta di riforma elettorale della commissione Bianco. Un improbabile monstrellum. Vedi il commento al post.